Platini e l’Inter
Michel Platini ha svelato un clamoroso retroscena al Festival dello sport di Trento: «Avevo firmato con i nerazzurri due anni prima di andare alla Juventus ma le frontiere erano chiuse perché in Italia gli stranieri non potevano arrivare. Quando la Juve è venuta a cercarmi sono stato rispettoso e ho chiamato l’Inter per informarli. Non conoscevo Agnelli e mi disse che dovevamo vincere la Coppa dei Campioni. Io gli ho detto ‘facile, ci penso io’. Il ritiro a 31 anni? Ho vissuto un anno difficile, ero sempre infortunato. Prima c’era stato l’Heysel, ho fatto gol io ed è stato durissimo, un momentaccio, complicato psicologicamente. Ero finito e ho deciso di non continuare. Anche perché cominciavo a segnare meno gol e la vita non è bella se non segni. Avrei potuto giocare diversamente, un po’ alla Pirlo, ma mi sarebbe mancato qualcosa».
Sulla situazione di Yildiz
Un clamosoro retroscena che fa molto sorridere se si pensa poi il peso che ha avuto poi Le Roi per la storia bianconera. Gli scenari alternativi in cui Platini avrebbe potuto diventare un simbolo dell’Inter fanno non poco sorridere. Ma oltre questi What If, Platini ha parlato dell’attuale situazione in casa Juve, non risparmiando stoccate a Tudor sulla gestione di Yildiz. Sulla situazione del turco ha detto così. «Lui è un 10 e per me dovrebbe giocare al centro. Non so perché Motta e Tudor lo facciano agire sulle corsie. Purtroppo nel calcio di oggi c’è questa tendenza a spostare i profili di qualità sulla fascia, quando dovrebbero giocare in posizioni più centrali. Lo ripeto da anni, ma nessuno mi ascolta».
Un ritorno nel mondo della Serie A?
Infine, a chi gli ha chiesto se tornerebbe mai alla Juventus in veste di dirigente, Le Roi ha risposto così: «È complicato: se devo ancora fare qualcosa lo faccio per il bene del calcio in generale, non per un club. Alla Juventus ho già dato tutto: non si vive due volte la stessa storia d’amore».



