“Uomo libero? No, tifoso”. Così si chiama l’evento organizzato dalla tifoseria dell’Inter, il Secondo Anello Verde, insieme ad altri gruppi ultras italiani previsto per il tardo pomeriggio del 27 marzo a Roma. Ma quali sono le motivazioni della conferenza?
Inter, la nota del Secondo Anello Verde
Scrivono, in un comunicato congiunto gli ultras nerazzurri su Instagram: “Negli ultimi anni, sempre più spesso, importanti società di calcio italiano sono state acquistate da investitori stranieri. E poi gestite da manager professionisti. Ignari della storia della squadra e convinti che il tifoso debba essere trattato alla stregua di un cliente. In Inghilterrra, Spagna e Germania la legge prevede il coinvolgimento dei tifosi nelle assemblee societarie. Così da garantire che qualsiasi decisione sia presa nel rispetto della storia del club e della sua identità“.
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Continua la nota: “In Italia, invece, nonostante qualche passo in avanti sia stato compiuto, il modello partecipato è ancora lontano dall’affermarsi. Nel 2019 un emendamento (proposta dall’allora deputato Daniele Belotti) al disegno di legge sulla Riforma dello Sport, ha riconosciuto ai sostenitori delle squadre di calcio la possibilità di partecipare – attraverso un organo consultivo composto da un massimo di cinque tifosi – alle assemblee societarie. Si tratta di una legge la cui attuazione è però stata – per volere di Claudio Lotito e Adriano Galliani – più volte rimandata (l’entrata in vigore è, a meno di ulteriori rinvii, ora prevista per il 2027)”.



