Tra i tanti addetti ai lavori che si cimentano nel commentare prestazioni e risultati dell’Inter, il giornalista Fabrizio Biasin – a parere di chi scrive – è tra i pochi ad abbinare spesso e volentieri lucidità e obiettività. La penna di Libero ha così fatto il punto dopo l’eliminazione nerazzurra negli spareggi di Champions League.
Inter, niente ottavi di Champions League: il post di Biasin
Scrive Biasin su Facebook: “Una personale considerazione (e quindi criticabilissima) a proposito del flop europeo dell’Inter. Esistono due piani di ragionamento“.
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Il primo è “Quello di chi osserva dall’esterno e crede che dopo una serie di percorsi importanti, aver abdicato contro una squadra certamente alla portata sia una pessima notizia quanto a “status europeo” faticosamente conquistato negli anni“.
Il secondo punto di vista, opposto al precedente è “Quello di buona parte dei tifosi nerazzurri e dei giocatori stessi che dopo una stagione di lotta e sofferenza (ci hai provato ovunque, ma hai raccolto nulla) hanno bisogno di tornare a gioire, dimenticare il termine “percorso” e pensano che concentrarsi su un solo obiettivo sia il miglior modo per poterlo raggiungere“.
“È necessario investire”
Secondo Biasin “Entrambe sono visioni legittime” ma per rendere completa la doppia analisi, che guardano l’attuale situazione dell’Inter da prospettive diametralmente diverse, servirebbero “due doverose precisazioni“.
Chi parla di declassamento contintenale dovrebbe far notare anche che “Per programmare una Champions da protagonisti non è sufficiente essere “bravi” o “ben organizzati”, è necessario investire (e non è detto che basti), altrimenti si vive nell’illusione che arrivare in fondo alla competizione più importante, difficile e competitiva del calcio sia “normalità”, quando invece a certe condizioni può essere solo e soltanto una miracolosa eccezione“.
D’altro canto però “Un’eliminazione ai playoff con una squadra certamente più debole non può e non deve essere banalizzata con ‘non è successo niente’: gli ottavi erano un obiettivo alla portata“.



