Imprecisa e distratta. E nel secondo tempo – almeno per quello che si è visto con il filtro della televisione – quasi svogliata. Cadute e giri a vuoto che nel corso di una stagione, l’ennesima, piena e massacrante possono capitare. È il prezzo da pagare per chi ha l’ambizione di arrivare fino in fondo un po’ dappertutto. O almeno di provarci. La Norvegia come spartiacque della stagione, l’Inter che scivola sul ghiaccio di Bodo chiude la prima parte di stagione e si avventura in un’annata che d’ora in avanti dovrà essere diversa. Almeno dal punto di vista mentale.
Inter: dopo Bodo non ci si può più nascondere
Il risultato è pesante. La prestazione, presa nel suo complesso, non è tutta da buttare. Perché se per tre volte la difesa dell’Inter si è fatta infilare dal Bodo come una lama nel burro – in stagione è successo solamente al Maradona di Napoli – dall’altro lato della medaglia dobbiamo mettere a referto due pali e almeno altre due palle gol nitide non capitalizzate a dovere da Lautaro e Barella. Nonostante un campo dove in tanti – anche più attrezzati dei nerazzurri – sono caduti in maniera altrettanto rovinosa.
Ma se martedì la Beneamata farà quello che deve fare la qualificazione agli ottavi diventerà una formalità: i norvegesi dietro hanno gravi difficoltà nel palleggio e la specialità della squadra di Chivu – in particolar modo a San Siro – è quella di andare a soffocare l’avversario fin dai piedi del portiere avversario.
Buone notizie… almeno da Milano
Tre reti da segnare – senza prenderne nessuna – l’infortunio di Lautaro Martinez e i problemini fisici di Piotr Zielinski. Se il freddo nordico ha fatto più male del previsto, buone notizie sono arrivate invece da casa. Mentre Fet, Hauge e Hogh trafiggevano Sommer il Como impattava a San Siro con il Milan. Lasciando il Milan a meno sette dalla capolista. Un margine che a tredici giornate dal termine la Beneamata non deve solo difendere. Ma se possibile azzannare.
È vero, lo scontro diretto ancora da giocare lascia aperto ogni discorso. Ma da ieri sera in ottica scudetto non ci si può più nascondere. Anzi, con le grandi avversarie (Juventus, Milan, Napoli e Roma) già tutte fuori dalla Coppa Italia i ragazzi di Chivu, almeno in Italia, sono chiamati piuttosto al raddoppio. Se i nerazzurri sono partiti nell’ottica di una stagione di transizione, di accompagnamento a una fase nuova rispetto a quella precedente per loro merito si sono ritrovati nel bel mezzo del ballo. Dove, tra l’altro, stanno conducendo le danze. L’Inter si è fermata a Bodo: adesso si dovrà viaggiare ancora più forte di prima. O, per lo meno, con una consapevolezza diversa dei propri mezzi.



