Federico Dimarco e Giacinto Facchetti: stesso ruolo, stessa passione per l’Inter e stessi esempi. Dimash corre sulla fascia di Cipe facendo sognare i tifosi
Negli ultimi anni la fascia sinistra dell’Inter è stata colpita da una “maledizione” ed è sempre stata l’anello debole della formazione. Anche nelle stagioni vincenti, tra il 2006 e il 2010, a sinistra non c’è mai stata la stessa spinta che sull’altra fascia dove imperversava Maicon. Negli ultimi anni qualcosa, però, è cambiato.
Prima con Ivan Perisic, poi con il suo sostituto Federico Dimarco, l’uomo del momento in casa nerazzurra e in Serie A. Un esterno mancino, italiano e interista. Come – negli anni Sessanta – un certo Giacinto Facchetti, un numero 3 che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’Inter, grazie al suo esempio sul campo e fuori, alle sue sgroppate e ai suoi goal.
Inter, il filo che unisce Dimarco e Facchetti
Inter, Federico Dimarco corre sulla fascia di Giacinto Facchetti. E i tifosi sognano…
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Giacinto arrivò nel 1959, a neanche 18 anni ed è stato il primo terzino fluidificante. Un terzino del futuro, che attaccava, segnava e che, soprattutto, era un simbolo di correttezza e di interismo. Cipe era alto 189 centimetri, aveva una fisicità dirompente, soprattutto per gli anni Sessanta, niente a che vedere con Dimarco che, però, corre sulla stessa fascia. Il paragone viene naturale, con la speranza che Dimash possa ripercorrere le stesse orme, anche in un altro calcio…



