Sempre attento nei confronti dell’Inter, squadra che ha difeso sul rettangolo verde per un ventennio preciso – dal 1979 al 1999 – l’opinionista televisivo Giuseppe Bergomi martedì sera ha commentato la sconfitta dei nerazzurri contro il Bodo/Glimt. Lanciando un sassolino nello stagno.
Inter, Giuseppe Bergomi: “Difetti strutturali, ma…”
Lo Zio – questo il soprannome dovuto ai seriosi baffi portati in gioventù – dopo aver fatto i complimenti alla compagine norvegese (“mi ha impressionato, fisicamente volavano, organizzati, bravi, forti fisicamente“) ha commentato i problemi evidenziati nel play-off di Champions League.
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I gialloneri hanno “concesso veramente poco all’Inter“. La Beneamata “quando incontra squadre così” fa venire a galla i suoi “difetti strutturali“. Ha continuato il campione del Mondo 1982: “Posso dire che è mancata in alcuni elementi l’energia giusta, la voglia di essere dentro. Pio Esposito ci sta dentro. Thuram in questo momento fa fatica. C’è stato l’errore di Akanji ma il Bodo ha fatto una partita migliore, sono rimasto impressionato da loro“.
Bergomi poi riavvolge il nastro: “In Europa l’Inter ha battuto Barcellona e Bayern perché era squadra, il Bodo ha più energia, più brillante, è stata più tutto dell’Inter”. Interessante, infine, lo spunto sul peso specifico dell’eliminazione: “Sull’Inter ci dobbiamo mettere d’accordo. Quando arrivi in fondo alla Champions League come l’anno scorso e non la vinci il giudizio è negativo“.
Ambizione e sorprese
Un concetto sul quale è poi tornato anche nella giornata di ieri. Sollecitato sulle parole di Barella (“L’obiettivo è lo scudetto da inizio anno”) la voce di Sky Sport ha detto che “A questi ragazzi non si riconosce mai nulla. L’anno scorso sono stati attaccati per l’ambizione. Gli dicevano dovevate andare fuori prima da là, dovevate andare fuori prima da qua. Invece io penso che una grande squadra deve stare dentro agli obiettivi fino a che ce la fa. L’Inter ci ha provato anche quest’anno”.
Bergomi ha poi concluso: “Se penso a giugno dove era questa squadra e dopo l’arrivo di un allenatore giovane nessuno l’avrebbe messa tra le prime. E invece sono ripartiti ancora una volta, sono lì ancora là davanti che lottano, e negli ultimi anni è l’unica squadra che non ha sbagliato un campionato. L’ha sbagliato il Napoli, il Milan, la Juventus e loro sono sempre lì. Questi sono da elogiare”.



