Davide Frattesi aspetta il suo momento all’Inter: il centrocampista accetta il ruolo da comprimario e si ispira al compagno Nicolò Barella
Davide Frattesi si sta ritagliando uno spazio sempre più importante all’Inter, pur partendo indietro nelle gerarchie a centrocampo. Con davanti gente come Nicolò Barella, Hakan Calhanoglu e Henrikh Mkhitaryan non è facile essere titolare, ma l’ex Sassuolo, quando chiamato in causa, si è sempre fatto trovare pronto.
A La Gazzetta dello Sport ha raccontato come, già al suo arrivo, nonostante la titolarità in Nazionale, non pensava di essere subito uno dei titolari. Ha accettato il ruolo da comprimario, sapendo di dover lavorare ancora, ispirandosi anche a compagni. Scegliere l’Inter non è stato un errore:
Non pensavo mica di essere titolare subito. Sarebbe stato stupido anche solo pensarlo e poi il 100% dei centrocampisti di A qui non giocherebbe mai titolare. La panchina la vivo come una cosa normale, un’occasione di crescita, anche perché farlo in maniera diversa sarebbe controproducente. Non mi sono mai pentito di aver scelto l’Inter.
Inter, Frattesi: cosa prenderei da Calha, Mkhitaryan e Barella
Inter, Davide Frattesi: la panchina è normale. Devo fare come Barella…
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Avere davanti campioni come quelli presenti all’Inter è uno stimolo. Frattesi, già a quota cinque goal in stagione, l’ultimo nella gara di Lecce, la terza da titolare in campionato, sa che deve lavorare, prendendo come esempio il compagno di squadra Nicolò Barella:
Io mi sento un centrocampista moderno, intenso, ma devo fare il mio percorso: se voglio puntare a essere un titolare in futuro, bisogna migliorare in costruzione. Il modello è Barella: era un incursore, una mezzala offensiva, ma col lavoro è migliorato tantissimo nella gestione della palla. Ecco, io devo fare lo stesso.
Ci sono cose, tuttavia, che vorrebbe rubare ai titolari dell’Inter. Dalla tranquillità del regista Calhanoglu all’intelligenza di Mkhitaryan passando proprio per lo scatto mentale e la tenuta di testa di Barella:
Da Calha tiro e tranquillità: è uno dei migliori registi al mondo. Da Mkhitaryan le doti tecniche e l’intelligenza tattica. Da Barella quello scatto mentale che dicevo e che ti porta a un altro livello



