“Qualche” partita di livello internazionale in carriera possiamo dire che l’ha fatta. Con i cugini del Milan – vent’anni esatti in rossonero – ha vinto un po’ dappertutto. E con la Nazionale ha giocato cinquantanove incontri, disputando due Mondiali (medaglia d’argento a Usa 1994) e un Europeo. Insomma Alessandro Costacurta ha diritto di parola per quanto riguarda le questioni difensive. Oggi opinionista Sky, ha detto la sua sull’espulsione “azzurro” del difensore dell’Inter Alessandro Bastoni.
Le parole di Costacurta sul difensore dell’Inter Bastoni
Ha spiegato Costacurta, rispondendo a chi stava criticando l’utilizzo del numero novantacinque nerazzurro come centrale nello schieramento a tre di Gattuso: “Non è un centrale? Eh ma chi metti? Richiami Baresi? Bonucci era in panchina, poteva entrare lui. A me fanno ridere quelli che criticano, ma Bastoni è in un momento sicuramente non positivo, ma credo si siano parlati”.
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Bastoni ha risposto alla convocazione con qualche problema fisico. Non una scusante, ovviamente. Ma un dato di fatto, dal momento che ha saltato anche l’ultimo turno di campionato in quel di Firenze. Continua Billy: “Bastoni probabilmente non stava bene fisicamente, però il discorso è: chi può giocare centrale al suo posto? Gatti è meglio? L’avreste messo al posto di Bastoni? Da ultimo uomo è meglio Calafiori? Io non credo”.
La disamina tecnica dell’azione
Costacurta conclude poi con la disamina tecnica dell’azione incriminata: “Questa leggerezza non è solo di Bastoni, non possiamo dire che è solo colpa sua. Chiaro che ha sbagliato, ma Mancini deve partire prima dell’attaccante. Non ha sbagliato solo Bastoni, non puntiamo il dito come facciamo ogni volta contro un solo giocatore. I difensori devono piazzarsi in una posizione in cui, nel caso la prendesse un avversario, ci devono essere loro davanti alla porta”.
Un concorso di colpe, insomma: “Mancini parte in ritardo, non legge il colpo di testa del giocatore della Bosnia. Non è solo colpa di Bastoni. Poi va bene, legge malissimo, non deve fare la diagonale così, accompagnarlo, ma soprattutto non deve entrare, nemmeno fosse stato l’ultimo doveva fare un fallo così. Perché si gioca in undici contro undici, non in undici contro in dieci”.



