Paregginter. Dopo l’amarassimo 1-1 di sabato 14 marzo contro l’Atalanta ecco il punto (per alcuni, non a torto, guadagnato) in quel di Firenze. All’ultimo pit stop prima delle curve conclusive di una stagione comunque già al di sopra delle aspettative di inizio estate – squadra bollita, spogliatorio spaccato – l’Inter si presenta con qualche dubbio marzolino di troppo. Certo a questo punto farsi sfuggire dalle mani, ancora una volta, lo scudetto numero ventuno sarebbe un fallimento sportivo. Eppure la situazione non è così tragica come qualche addetto ai lavori prova a descrivere.
Benedetta sosta
Spesso abbiamo storto il naso per l’arrivo della sosta dedicata alle nazionali. Questa volta la settimana di pausa dal campionato arriva come una benedizione. Perché, come ogni stacco servirà a smaltire definitivamente le tossine nervose dell’ultimo mese di campionato (da Inter-Juventus in avanti, ça va sans dire). Ma soprattutto per il motivo che una volta tanto – ad eccezione di Markus Thuram – non ci saranno giocatori che dovranno affrontare il sempre antipatico doppio volo oceanico per finire dall’altra parte del mondo: ogni riferimento alle ormai croniche impresentabili condizioni di Lautaro al ritorno dagli impegni argentini è puramente intenzionale.
Inter, il calendario incrociato
Impossibile poi, non buttare un’occhio al calendario. Subito Roma in casa e poi trasferta a Como: due gare difficili ma, va detto non impossibili. I giallorossi non sembrano poi così brillantissimi nelle ultime uscite e il giocattolo di Fabregas ha dimostrato di soffrire – eccome, ricordarsi dell’andata di campionato – i meccanismi di una Beneamata che abbia voglia di andarsela a giocare (non come in Coppa Italia, per intenderci).
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Superato il doppio scoglio ecco un filotto di partite – Cagliari, Torino, Parma, Lazio, Verona, Bologna – contro avversarie nettamente inferiori o che potrebbero non avere più in corpo quel sacro fuoco di chi ha comunque un obiettivo ancora da raggiungere.
Posto che già nel lunedì di Pasquetta Milan e Napoli si toglieranno punti tra di loro, il Diavolo dovrà incontrare ancora la Juventus e un’Atalanta rientrata in corsa per un posto in Europa. All’ultima – sempre che la capolista non riesca a chiudere prima i giochi – ospiterà a San Siro un Cagliari ad oggi invischiato nella lotta salvezza.
Decisamente più abbordabile il calendario dei partenopei che, tolto l’handicap del meno sette, dopo lo scontro con i rossoneri avrà cerchiato in rosso solamente la trasferta di Como.
Esposito più Lautaro (e gli altri rientranti)
Lautarodipendenza, Lautarocentrismo. Chiamatelo come vi pare. Fatto sta che il titolare della fascia al braccio – tutto fuorché un orpello – oltre a saltare l’impegno con l’Argentina tornerà finalmente al centro dell’attacco nerazzurro. In coppia, non dovrebbero esserci dubbi, con Francesco Pio Esposito. L’Inter quindi ricaricherà la PiLa, non solo in attacco: in queste due settimane potranno tornare al 100% anche Hakan Calhanoglu (ieri sera quando ha smesso di girare si è visto, eccome) e Denzel Dumfries. Il futuro prossimo insomma è più nerazzurro di come qualcuno lo vorrebbe dipingere…



