I social – nel loro confusionario baccano da Bar dello Sport – hanno già condannato l’Inter sul caso di presunta frode sportiva che vede coinvolti (finora) Gianluca Rocchi e Marco Gervasoni. Eppure la situazione è decisamente diversa.
L’Inter e la bufera Rocchi
Spiega in tal senso il Corriere della Sera: “Lo stupore dell’Inter non sembra essere di facciata, perché la società nerazzurra apprende le notizie dalle agenzie di stampa e dai siti web, come tutti. La tranquillità nemmeno, perché non ci sono tesserati coinvolti nella vicenda e il club è certo di non aver commesso nulla. Il fastidio e l’amarezza poi sono sottointesi, perché lo scudetto è questione di giorni e c’è ancora la finale di Coppa Italia”.
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Continua il quotidiano: “A riassumere tutto, c’è l’esito per lo più negativo delle partite citate che coinvolgono l’Inter, senza contare come è andata a finire la lotta scudetto dello scorso campionato, persa per un punto (anche) a causa dell’errore arbitrale contro la Roma (ammesso dall’Aia) nel rigore non dato per fallo di Ndicka su Bisseck, con l’audio del Var rimasto «bloccato» per un mese su iniziativa di Rocchi“.
L’analisi del Corsera
Il Corsera fa comunque notare che tutto sommato gli episodi arbitrali dubbi in questa stagione vanno a compensarsi (contatto Kalulu-Bastoni e rigore non fischiato a Frattesi in Inter-Atalanta per fare due esempi). Lo stesso Doveri, tirato in ballo come fischietto non gradito dai nerazzurri ha continuato tranquillamente ad arbitrare la Beneamata, pure nell’ultima sfida scudetto contro il Napoli
Inoltre: “Si parla poi dell’arbitro Colombo come gradito all’Inter, anche se i rapporti con Inzaghi erano tesi. E nella partita di Bologna che come altre sconfitte è costata lo scudetto, le proteste del tecnico per la rimessa laterale (a suo dire quindici metri più in là del dovuto) da cui è partito il gol decisivo sono durate a lungo. Se l’Inter è finita nel mezzo di una lotta di potere dentro l’associazione arbitri o nel pieno di un conflitto politico ancora più ampio, con il commissariamento della Federcalcio come oggetto del contendere, è presto per capirlo“.



