Possono due squadre di grande tradizione continentale essersi affrontate solamente tre volte, almeno fino a questa sera? Sì, se parliamo di Inter-Arsenal, i precedenti si possono contare sulla dita di una mano. E rimarrebbe pure dello spazio. Eppure la Beneamata ha vinto tre coppe dei campione (tecnicamente due più la Champions League del 2009/10) e altrettante volta la Coppa Uefa. E l’Arsenal dopo la “vecchia” – ma sempre spendibile – Coppa delle Fiere, l’iconica Coppa delle Coppe nella prima metà degli anni ’90.
Inter-Arsenal, i precedenti: lo schiaffo del 2003
Il primo incrocio in assoluto tra biancorossi e nerazzurri è datato 17 settembre 2003, l’indimenticabile 0-3 degli uomini di Hector Cuper nella spettacolare cornice di Highbury. Laddove nessuna italiana era mai riuscita a portare a casa l’intera posta in palio. Risultato rotondo e alquanto illusorio: due mesi più tardi l’hombre vertical era già stato silurato da Massimo Moratti.
Il 25 novembre la panchina nerazzurra era presieduta infatti dal tecnico cesenaticense Alberto Zaccheroni. In quel di San Siro Nwanko Kanu – ex di turno – e soci si presero la rivincita: al botta e risposta tra Thierry Henry e Christian Vieri, seguì nella ripresa un’alluvione di reti inglesi.
Fatali cinque minuti, gli ultimi di gara, di ordinaria follia. Sì, perché fino all’ottantacinquesimo, pur con gli ospiti avanti da inizio seconda frazione grazie a Freddie Ljungberg (gli adolescenti dell’epoca ricorderanno le sue stravaganti capigliature), tutto rimaneva ancora in bilico. Ancora Titì (autore anche di due assist), Edu Gaspar e Robert Pires fissarono il finale sull’1-5. Una pesante sconfitta che a conti fatti costringerà i nerazzurri – semifinalisti della precedente edizione – a “retrocedere” in Coppa Uefa.
La rete di Calhanoglu
Il resto, come si suol dire, è storia recente. Il 6 novembre 2024 all’Inter di Simone Inzaghi bastava un rigore di Hakan Calhanoglu per superare l’Arsenal e conquistare una delle tante italianissime vittorie europee di quella gestione tecnica. Mentre gli ospiti collezionavano possesso palla (63%), corner (tredici a zero) e conclusioni mai pericolose – una ventina a fine gara – l’Inter piena di seconde linee si portava a casa i tre punti. Fece infatti scalpore in Inghilterra il fatto che gli allora campioni d’Italia avessero affrontato una delle squadre più quotate del Continente – arriverano in semifinale, si fermeranno solo davanti al Psg – senza diversi titolarissimi.



