Alessandro Bastoni e l’Inter vogliono giocare un’altra finale di Champions: lo scudetto è un obiettivo, ma il difensore non ha dubbi sulla scelta
Un’altra finale di Champions League o lo scudetto numero 21? Alessandro Bastoni non ha dubbi. La sconfitta in finale a Istanbul brucia ancora e lui, come tutta l’Inter, ha in testa l’obiettivo di tornarci. Per rivivere le emozioni di quel 10 giugno 2023, quando i nerazzurri andarono davvero vicini a un’impresa contro il Manchester City:
Scudetto numero 21 o finale? La finale di Champions! Assolutamente.
Lo ha detto durante una lunga intervista a Libero, in cui emerge la volontà del difensore di poter avere un’altra occasione nel palcoscenico europeo più importante per i club:
Vorrei rigiocare la finale diChampions. È una ferita troppo aperta. Cos’è mancato lì? Eh, un pizzico di fortuna e un po’ di consapevolezza che ancora non avevamo. Ora sappiamo di essere a quel livello.
Inter, Alessandro Bastoni promuove la stagione anche in Champions
Inter, Alessandro Bastoni: scudetto, no meglio un’altra finale di Champions
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La stagione dell’Inter non è partita al meglio, ma per Bastoni il voto è comunque alto. I nerazzurri sono stati molto bravi a rimettersi in carreggiata, ottenendo grandi risultati sia in campionato che in Champions League, al netto dell’ultima sconfitta in Germania:
Un voto? Direi 8 per entrambi. Siamo partiti un po’ a rilento perché non esiste più distacco tra una stagione e l’altra. A livello mentale non è stato facile recuperare e questo ha influito. Ci siamo ripresi bene e alla fine posso dire che ad agosto avremmo messo la firma per essere in questa situazione di classifica tra Champions e campionato. Prima sconfitta in Champions? Un ko non è mai facile da digerire, ma a casa ho ripensato a tutto: basta guardare dove sono Bayern, City o Real per capire che stiamo facendo un buon percorso.
L’Inter ha abituato bene in questi anni a essere quasi perfetta, ma non sempre si può rendere così. Non si possono vincere tutte le partite e nemmeno giocarle tutte:
Sì, ma è una nostra responsabilità: se abitui tutti all’eccellenza poi devi essere bravo a mantenere quello standard. Dopodiché è evidente che non possiamo vincere tutte le partite. È impossibile giocare sempre, così come è sbagliato far prevalere l’egoismo personale. Oltre che controproducente. Ci abbiamo messo un po’ a capirlo ma ci siamo arrivati.
E il Mondiale per Club?
Penso sia una bella competizione… soprattutto rispetto ad altre. Al limite è il periodo che dà fastidio, tra giugno e luglio con quelle temperature, ma come competizione è stimolante



