La cessione del Milan di Elliott a RedBird è finita nel mirino della Procura: negli ultimi dieci anni intorno ai rossoneri tanti, troppi misteri
I passaggi di proprietà del Milan continuano a essere sotto osservazione. La Procura sta indagando sulla cessione di Elliott a RedBird per 1,2 miliardi nel 2022, ma, negli ultimi dieci anni, intorno ai rossoneri e alle cessioni della società – più o meno verificatesi – sono accadute tante cose. Alcune che rimangono, tuttora, un p’ oscure.
L’analisi viene fatta da La Repubblica, che parte da lontano. Addirittura da Bee Taechaboul che, nel 2015, cercò di acquistare il Milan dell’allora presidente Silvio Berlusconi con una formula strana: un investimento inziale di 480 milioni per il 48% e poi la scalata. In autunno, però, saltò tutto per i guai finanziari dell’advisor di Lugano.
Cessione Milan, Yonghong Li e il passaggio a Elliott
Cessione Milan, da Mr Bee e RedBird: quanti misteri negli ultimi 10 anni…
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Nel 2017, poi, ecco Yonghong Li, a capo di una cordata cinese che batté sul tempo Sal Galatioto e Sonny Wu. In aprile, il proprietario di una miniera di fosforo (colma, anche questa di molti misteri) diventò presidente del Milan dopo l’acquisizione per 740 milioni. Soldi immessi in tre caparre da 100 milioni con l’ultimo, complesso, passaggio, del prestito di 308 milioni ottenuto dal fondo Elliott, con il Milan dato in pegno.
Il resto è storia recente. Li, nonostante la garanzia di Paolo Scaroni, non riuscì a restituire il prestito e la società passò al fondo statunitense. Che ha contribuito a risanare il bilancio, passato dal -96 al +6 dell’ultimo anno, prima di vendere, nel 2022, a RedBird, con uno scudetto in tasca. E ancora tanti, tantissimi dubbi legati alla cessione, arrivata con un prestito di 560 milioni di Elliott a RedBird, su cui indaga la Procura…



