Oltre la ThuLa, insieme alla ThuLa. L’attacco nerazzurro, l’abbiamo amaramente imparato in questi ultimi mesi, ha bisogno di un profondo rinnovamento. Giovani già esperti, questa è la ricetta – e che possibilmente sappiano fare (abbastanza) gol. Tra i profili ideali, sicuramente quello più interessante ci porta al nome di Jonathan David. Ma del calciomercato, si sa, non v’è certezza: così se l’Inter è costretta a muoversi parallelamente su più strade, una di queste potrebbe condurre al dribblatore seriale Joshua Zirkzee.
Non si preoccupi il tifoso interista, non è colpa sua se – per caso, strada facendo – si fosse dimenticato di questo determinante fondamentale. Il problema semmai è che nell’ultimo lustro la ricercata caratteristica ha latitato (e non poco) nelle rose messe a disposizione di Antonio Conte e Simone Inzaghi. Sapeva destreggiarsi discretamente Ivan Perisic, l’avrebbe dovuto fare Joaquin Correa, ci siamo illusi con qualche giocata di Tajon Buchanan. E, con tutto il rispetto, ci si accontenta ora dell’onestissimo Nicola Zalewski.
Calciomercato Inter: servirebbe un giocatore come… Joshua Zirkzee
Riavvolgiamo il nastro, torniamo al tempo delle mangiate aziendali datate Natale 2023. Coppa Italia, Inter-Bologna. L’assedio meneghino si trascina ai supplementari: segna Carlos Augusto. Tutto finito? Macché, si accende il genio di Joshua Zirkzee. Prima con un colpo di tacco difficile anche solo da pensare per noi comuni mortali, poi un dribbling secco a metà campo su un certo Francesco Acerbi – avete letto bene, il collezionatore di scalpi dei grandi attaccanti mondiali. Due lampadine, altrettanti reti della compagine di Balanzone.
Classe 2001, centonovantre centimentri per ottantaquattro chilogrammi. Con una propensione ad esaltarsi negli spazi sempre più stretti. E solo chi tifa Inter sa come si stringono le maglie avversarie quando Barella e soci muovono palla avanti e indietro, da destra verso sinistra e viceversa. Perché poi, stringi stringi, le grandi idee tattiche (di Simone Inzaghi, ovviamente) hanno condotto l’Inter ha percorsi inimmaginabili. Ma molto spesso preziosi traguardi sono sfuggiti punto a punto o per piccoli particolari. A volte, sensazione di chi scrive, per sbloccare partite intasate, diventate inaspettatamente complicate sarebbe bastato un semplice dribbling.
Ok, ma quanto costa l’imprevedibilità? Al momento un prestito con diritto di riscatto fanno sapere i bene informati. E uno stipendio intorno ai quattro milioni di euro. Joshua Zirkzee, voce del verbo dribblare, se ne andrà da Manchester. Non deve ingannare un ambientamento difficile nella Perfida Albione: il pallone italiano si muove sotto coordinate totalmente diverse.



