Autore: Marco Battistini

Interista ancora prima di appassionarsi al giuoco del pallone, si forgia nella beffa sportiva del 1997/98 e nella tragedia calcistica del 5 maggio. Segni particolari? È ancora oggi devoto alla santissima trinità nerazzurra dei tempi moderni: Javier Zanetti, Ronaldo e Marco Materazzi.

Rimpianto, per la Treccani ricordo nostalgico e dolente di occasioni mancate. Sarà difficile dimenticare questo Inter-Lazio, trentasettesima giornata del campionato di Serie A, occhi a San Siro e orecchie collegate al Tardini di Parma. I nerazzurri si buttano via per l’ennesima volta in stagione, una gara al contempo dalle mille storie e, a mente fredda, senza senso. Dal buon primo tempo, suggellato dalla rete di Yann Bisseck, all’inaccettabile atteggiamento avuto nella ripresa. Ancora una volta Henrikh Mkhitaryan e compagni hanno dato la sensazione del volersi specchiare, quasi per compiacersi di quanto fatto di buono finora. Peccato che la voce del…

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Non c’è calcio (moderno) senza questioni contabili. Una realtà che può non entusiasmare il tifoso romantico – come chi scrive, tra l’altro – ma della quale dobbiamo prenderne atto. Le questioni, sempre più spesso, viaggiano su strade che si intersecano: l’Inter in questo periodo storico sta facendo benissimo sul campo, gli sponsor – come dire – se ne sono accorti. E sono ben contenti di essere accostati al mondo nerazzurro. Come riportato in un recente articolo dal sito specializzato Calcio e Finanza, in tal senso la Beneamata è la regina delle squadre italiane. L’accordo con Betsson, infatti, ha portato nella…

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Non sappiamo ancora come finirà la stagione dell’Inter: lo scudetto è tornato in bilico e la finale di Champions League sembra più aperta che mai, i conti si faranno alla fine – anche se il bilancio della stagione può essere già considerato (più che) positivo. Non solo sul campo. Questioni di partite, quelle europee in particolare che sono andate ad ingrossare il portafoglio nerazzurro, e di partita doppia. Sì, perché per la prima volta, almeno dalla gestione Moratti in avanti, il conto economico della Beneamata si chiuderà con un inaspettato segno più. Bentornato utile, verrebbe da dire. In particolare dopo…

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Massimo Moratti compie 80 anni. Nato il 16 maggio 1945 in provincia di Verona – più precisamente a Bosco Chiesanuova – e al comando della Beneamata dal febbraio 1995 al novembre 2013, è ancora oggi, per tutti, semplicemente “il presidente”. Non uno dei tanti. Incarnazione (im)perfetta dell’interismo, secondo per passione probabilmente solo all’Avvocato Peppino Prisco. Cresciuto dirigenzialmente con la benevola, ma al contempo ingombrante, ombra dei successi paterni – la Grande Inter che negli anni ’60 fece incetta di scudetti e salì per due volte sul tetto d’Europa, quindi del mondo – la presidenza di Massimo Moratti ha racchiuso dentro…

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Grande classica del pallone italiano, Inter-Lazio potrebbe essere tanto la partita del controsorpasso sul Napoli, quanto quella del quarto scudetto partenopeo. Non è una finale, insomma, ma poco ci manca. E, come ben sappiamo, non è nemmeno la prima volta che i nerazzurri arrivano a giocarsi una fetta di tricolore davanti alle casacche biancocelesti. Nei precedenti all’Olimpico andò malissimo nel 2002. Decisamente meglio otto stagioni più tardi. Storie iconiche, del 5 maggio e dell’ironico striscione “Oh nooo” srotolato dai tifosi capitolini alla rete di Walter Samuel. L’unica certezza per i tifosi nerazzurri è che – anche in caso di passo…

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Il presidente Giuseppe Marotta non perde occasione per ripeterlo. Anche nella prossima stagione, la prima nell’ultimo lustro con possibilità di spesa, lo zoccolo duro della compagine nerazzurra dovrà essere composto – ormai come da tradizione – da giocatori italiani. Innesti magari in odor di Nazionale, possibilmente giovani, per così dire, esperti. Ecco, negli ultimi giorni sembra proprio che nel calciomercato dell’Inter sia tornato di moda il nome di Pietro Comuzzo, difensore centrale “vecchio stampo” attualmente in forza alla Fiorentina. Classe 2005, originario del Friuli, dopo le esperienze nei settori giovanili di Udinese e Pordenone approda in viola appena adolescente. Al…

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Particolari burocratici e maglie che possono entrare nella storia. Questioni cromatiche, di precedenti e scaramanzia. E un interrogativo: chi gioca “ufficialmente” in casa in una finale secca su campo neutro? Per il quesito, ci pensa l’indicazione del tabellone a dare un riscontro preciso: PSG-Inter che si disputerà sabato 31 maggio a Monaco di Baviera – lo ricordiamo, semmai qualcuno se lo fosse dimenticato – vedrà i nerazzurri occupare la casella degli ospiti. Preoccupazione di secondaria importanza, dirà il tifoso meno superstizioso. Eppure, in un mondo come quello del calcio indissolubilmente legato a riti, miti e tradizioni, anche la scelta della…

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Napoli 78, Inter 77, centottanta minuti ancora sul cronometro. Se prima (di ieri sera) sarebbe servito un miracolo, da questa mattina ci sarebbe bisogno solamente, si fa per dire, di una “semplice” impresa. Dal game-over, miraggio del ventunesimo tricolore nerazzurro, si è tornati almeno nel campo delle possibilità. Scontato dire che ad ogni modo sarà durissima. Senza andare troppo oltre con l’immaginazione, domenica prossima – bentornata cara, vecchia contemporaneità – la capolista andrà a trovare un Parma che, nonostante tutto, ha ancora mezza salvezza in tasca. Mentre i campioni d’Italia in carica si troveranno davanti a San Siro una Lazio…

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Anche se non con l’ufficialità della matematica, il passaggio di consegne tra l’Inter e il Napoli in ottica scudetto potrebbe già avvenire nella serata odierna. Se la Beneamata infatti non dovesse battere il Torino nella gara delle ore 18:00, i partenopei – in casa, contro un Genoa senza più pretese – avrebbero l’occasione di chiudere praticamente ogni discorso. Eppure il pallone è rotondo, e la speranza è sempre l’ultima a morire. E poi, va detto, di ribaltoni finali negli ultimi anni ne abbiamo visti davvero pochi. Probabilmente nessuno. C’è quindi, nell’eterno ritorno – su piani sempre diversi – del divenire…

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Javier Zanetti, Diego Milito, Esteban Cambiasso, Walter Samuel, Diego Simeone, Julio Cruz, Lautaro Martinez. Sono solo alcuni – sicuramente i più importanti – della cinquantina di giocatori argentini che nel corso della storia hanno indossato la maglia nerazzurra. Quella tra il Biscione e l’Argentina è una storia d’amore certificata dai (pur freddi) numeri: nella ristretta cerchia degli stranieri sono proprio loro a primeggiare – per distacco oltrettutto – in quanto a presenze e reti segnate. Così, se concordiamo con Giuseppe Marotta quando insiste sul mantenimento di un sacrosanto blocco italiano, non può che stuzzicarci l’idea che nei meandri del calciomercato…

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