Non solo Mondiali. Questa mattina sulle pagine della Gazzetta dello Sport c’è spazio anche per il caso arbitrale dell’anno: tra l’Inter e Rocchi non è mai esistito nessun sistema.
L’approfondimento della Gazzetta
Scrive infatti la rosea: “Sono stati mesi di intercettazioni, interrogatori in segreto, audizioni e pedinamenti, ma adesso l’inchiesta arbitri è giunta alla conclusione. Almeno dal punto di vista penale. L’indagine condotta dal pm Ascione – in procinto di trasferirsi e affiancato dall’aggiunto Ielo nell’ultimo periodo – si è chiusa con la richiesta di archiviazione, firmata congiuntamente dai due magistrati a Milano. Lo hanno annunciato con un comunicato emesso dalla Procura, dal momento che nulla di rilevante ai fini dell’inchiesta è stato riscontrato negli ultimi mesi d’indagine. E quindi, archiviazione. Per Gianluca Rocchi, che a fine aprile si era autosospeso dopo che l’avviso di garanzia, per il suo vice Andrea Gervasoni (supervisore Var) e per l’Inter (contestualmente iscritto nel registro degli indagati e archiviato)“.
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Continua il quotidiano milanese: “Dopo la notizia, arriviamo a vedere i motivi che hanno portato all’archiviazione. Chi ha seguito l’inchiesta avrà imparato a memoria le parole “schermare” e “combinare”. Da lì, dopo l’avviso di garanzia notificato all’ex designatore, quello secondo l’accusa sarebbe stato il cuore dell’inchiesta”.
Inter, finisce l’inchiesta arbitri con l’archiviazione per Rocchi
Spiega quindi la Gds: “Gli inquirenti avevano ricostruito un presunto accordo del 2 aprile 2025, a San Siro, con Rocchi per “combinare” la designazione di Andrea Colombo, “arbitro gradito” all’Inter, per una trasferta a Bologna del 20 aprile di un anno fa. E per “schermare” ossia evitare che Daniele Doveri, “poco gradito”, dirigesse l’eventuale finale di Coppia Italia e le ultime partite di campionato della stagione 2024/2025 del club nerazzurro, anche se poi Doveri risulta l’arbitro più designato per l’Inter. Poi erano emerse anche due partite dei nerazzurri, un’Inter-Verona del 3 maggio 2025 in cui Rocchi avrebbe scelto l’arbitro Gianluca Manganiello per evitare Simone Sozza, poco gradito ai nerazzurri, e un Torino-Inter del 26 aprile 2026, in cui — secondo la Procura — “Rocchi designava come direttore di gara Maurizio Mariani soltanto dopo il previo consenso della società nerazzurra, siccome arbitro da questa non gradito”.
Non ci sono stati, però, riscontri concreti o rilevanti: non vi era nessuna intercettazione diretta tra Rocchi e dirigenti dell’Inter e per quanto sia emersa “una sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati” – si legge nella nota della Procura – “non è stato ravvisato un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine”. Da qui, l’archiviazione. Alcuni elementi gli inquirenti li avrebbero acquisiti anche dall’interrogatorio segreto in cui è stato sentito Rocchi nelle scorse settimane. L’ex arbitro aveva risposto a tutte le domande dei pm, come confermato anche dal suo avvocato D’Avirro. “Fortunatamente si è risolto tutto in tempi brevi, anche se ha dovuto pagare un costo pesante“.
La conclusione della vicenda penale
Infine “Nella giornata di ieri, quindi, è arrivata la firma congiunta sul comunicato che annuncia l’archiviazione delle indagini. Anche se l’analisi delle carte non finisce qui: adesso il materiale sarà diviso tra le varie Procure di competenza. Per esempio, le tanto discusse “bussate”, passeranno a Monza per competenza territoriale. Finora sono rimaste nei fascicoli della Procura milanese e solo adesso passeranno di mano. Saranno quindi analizzate le condotte dei due “varisti” Nasca e Di Vuolo, accusati di frode sportiva per le bussate al vetro della sala Var di Lissone.
Anche i comportamenti di Rocchi e Gervasoni, in merito, sanno vagliati in quelle sedi. Sarà invece valutata a Milano la posizione di Daniele Paterna, assistente al Var di Udinese-Parma, colto in flagrante da un video mentre chiederebbe a chi bussava se “era rigore”. Resterà a Milano perché accusato di false informazioni riferite al pm Ascione durante l’audizione. Diverso, ovviamente, il caso della Procura sportiva. Tutte le carte saranno spedite al Procuratore Federale Chiné per approfondire se ci siano stati o meno illeciti sportivi. Inizia un’altra partita. Quella dal punto di vista penale, però, da oggi può dirsi conclusa“.



