Vigilia di Lazio-Inter, finale di Coppa Italia: La Gazzetta dello Sport ha intervistato il doppio ex Christian Vieri, un anno in biancoceleste e sei stagioni in nerazzurro. In particolar modo Bobo è stato sollecitato su Christian Chivu e su Lautaro Martinez.
Lazio-Inter, il doppio ex: le parole di Vieri
Mister novanta miliardi – tanto pagò Massimo Moratti nell’estate del 1999 per assicurarsi le reti del centravanti – parte dal capitano: “Potrà diventare il più grande cannoniere di sempre. Prenderà Spillo Altobelli. E, perché no, anche Meazza: gli mancano un centinaio di reti, ma non si fermerà certo qua. Farà ancora tantissimi anni a questi livelli, ha la mentalità di quelli che non si fermano. Quando mi chiedono cosa abbia di diverso rispetto agli altri attaccanti, io rispondo sempre allo stesso modo: fa gol. Lautaro fa gol in ogni modo. E poi è un vincente nato. È ovvio che sia il giocatore più pericoloso per Sarri, anche perché ha l’occasione storica di alzare due trofei a distanza di cinque giorni. Non capita spesso in una carriera“. E Vieri lo sa bene: a fronte di oltre duecentosettanta gol tra club e nazionale ha vinto relativamente poco per il suo valore assoluto (uno scudetto, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana, una Coppa Intercontinentale, una Coppa delle Coppe e una Supercoppa Europea).
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Parole al miele anche per Chivu. Uno che normalizza ciò che gli altri rendono un dramma, come gli infortuni dei calciatori più importanti. Spiega l’ex numero trentadue nerazzurro: “Chivu ha dimostrato di essere bravissimo anche perché, da uomo di sport, sapeva che quelle tensioni durante il Mondiale per club erano normali. Solo tossine da tirare via a tempo debito, la squadra è sempre stata forte. Non ho dubitato mai dell’allenatore, anche se non aveva molta esperienza, anzi mi aspettavo proprio questo cammino: adesso Cristian è campione d’Italia e si sono accorti tutti di lui“.
Dritto per dritto
Per il capocannoniere della Serie A 2002/03 è solo l’inizio di una grande carriera. Infatti: “Chivu ha ereditato un’Inter dominante da Inzaghi. Ha conservato certe caratteristiche e ha avuto la possibilità di aggiungere giovani forti. Come Pio e Sucic. Lui comunica dritto per dritto. Ha dimostrato di avere un carattere forte per trattare con giocatori di personalità. Senza timore di mandare in panchina qualcuno: la gestione è sempre la cosa più difficile e a lui riesce bene. Anche per questo dominerà ancora“.



