La Gazzetta dello Sport ha intervistato Rafa Benitez, ex tecnico – in Italia – di Inter e Napoli.
Le dominatrici della Serie A
L’allenatore spagnolo si è soffermato sulla storia recente del pallone di casa nostra. In particolar modo sulle realtà che ha conosciuto personalmente, due società che meglio di tutte le altre hanno fatto nell’ultimo lustro.
LEGGI ANCHE Inter, quota 5465 reti in Serie A: il miglior attacco della storia
Fa notare l’attuale guida del Panathinaikos: “L’Inter ha vinto nel 2021, il Napoli nel 2023, l’Inter nel 2024, il Napoli nel 2025. E nel 2026, beh, si può dire che l’Inter è quasi pronta a festeggiare. Sono le migliori, evidentemente. E quest’anno la migliore delle due è stata l’Inter”.
Le parole di Rafa Benitez sull’Inter
Pur riconoscendo la qualità, definita “altissima“, dell’organico nerazzurro, gran parte del merito, ovviamente, va data a Chivu, il quale ha saputo “governare situazioni anche al limite. Oggi si tende a dimenticare, ma un anno fa dopo che lo scudetto era andato al Napoli e la finale di Champions s’era trasformata in un tragedia, c’era aria pesante”.
A proposito del collega rumeno, un “ragazzo perbene, tatticamente già evoluto da giocatore. Ma allora aveva 30 anni e ora ne ha 45, a quel tempo doveva preoccuparsi di sé e del suo avversario e ora deve assorbire le responsabilità di tutti. Che fosse intelligente, si vedeva. Lo ha confermato”.
Infortuni e riscoperto
A Benitez viene fatto notare che l’Inter ha dovuto fare a meno, per periodi più o meno lunghi, dei vari Dumfries, Calhanoglu e Lautaro. Spiega Rafa: “Sul piano degli infortuni, la classifica mi sembra che la vinca nettamente il Napoli. Ed è comprensibile che De Laurentiis abbia dei rimpianti: non sappiamo come sarebbe andata, se li avessero avuti tutti a disposizione, ma sappiamo che De Bruyne, Anguissa, Gilmour, Lukaku, Neres alla fine avranno giocato meno della metà delle partite. Però questi ragionamenti non mi appassionano, io premio sempre chi ha avuto la forza di resistere e di imporsi, altrimenti resteremmo nella teoria”.
E qui torniamo ai meriti di Chivu: “’Ha riscoperto Zielinski, tanto per fare un nome, ha fronteggiato con serenità la crisi di gol che ha attraversato Thuram. Ha avuto fiducia in Pio Esposito e ha trovato di nuovo Dimarco”.



