Subito Lautaro, poi – pochi minuti dopo il pareggio ospite – un eurogol di Calhanoglu. Ancora il capitano, seguito da Thuram e Barella (più Pellegrini per i giallorossi) fissano il risultato. Inter-Roma finisce 5-2: le pagelle della Beneamata.
Sommer anello debole. Acerbi collezionista
Sommer 5,5: anche in una partita in cui riesce a metterci una pezza (sull’1-0 bella parata con la mano di richiamo) si fa notare per le sue indecisioni. Sul colpo di testa di Mancini si butta dalla parte opposta, sulla conclusione di Pellegrini pare non spingere come dovrebbe…
Akanji 6,5: dalla sua parte qualche spazio di troppo, in particolar modo nel primo tempo. Ma nell’uno contro uno usa al meglio il mestiere
Acerbi 7: dal suo arrivo in Italia, prima del fischio d’inizio, Malen ha messo insieme sette reti in dieci presenze. Ma benché sia decisamente più mobile dei centravanti vecchio stampo, l’esperto collezionista di attaccanti decide di mettersi in tasca anche l’olandese
Bastoni 6: prestazione ordinata e – sinceramente – dopo le tempeste dell’ultimo mese e mezzo non si poteva chiedere di più. Standing ovation al cambio, ci pensi bene prima di valutare altri lidi, seppur più prestigiosi
Dumfries 6: non è (ancora) l’olandese volante che arava la fascia destra di San Siro. Ma anche quando si limita al compitino ha un peso specifico decisamente maggiore della concorrenza
Inter-Roma, le pagelle: Calha, rete da sliding doors
Barella 7: pare che la leggerezza di Firenze sia servita da lezione. Si limita, a fare in maniera eccelsa le cose semplici. Almeno finché c’è partita: poi dopo la rete che mette una pietra tombale sul match si toglie lo sfizio di un paio di leziosismi
Calhanoglu 8: una sassata che pesa. Eccome se pesa. Il momentaneo 1-1 firmato da Mancini poteva indirizzare Inter-Roma come l’ultima trasferta toscana o il precedente impegno casalingo contro l’Atalanta. Se non peggio. E invece il gol da antologia del turco spiana la strada alla goleada del secondo tempo: un qualcosa che si avvicina molto alla rete scudetto.
Zielinski 6,5: a differenza dei due colleghi del reparto nevralgico non mette il cognome nel tabellino dei marcatori. Ma la prestazione del polacco è estremamente positiva.
Dimarco 6: sulla falsariga del collega sulla corsia opposta. Nella goleada nerazzurra – una volta tanto – non c’è bisogno dell’apporto dei due quinti.
Thuram 7,5: due assist e un gol. Come Barella, un altro risorto proprio nel giorno di Pasqua: Tikus è finalmente decisivo come ai bei tempi. Mezzo punto al francese per essersi perso Mancini sul gol dell’1-1
Lautaro 8: secondo la teoria del Lautarocentrismo l’Inter segna in novanta minuti lo stesso numero di volte in un mese senza il suo Capitano. Con la C maiuscola. Perché oltre alla doppietta, al lavoro sporco e di dialogo con il centrocampo la presenza del Toro è soprattutto dentro la testa degli altri dieci sul rettangolo verde.
I subentrati e mister Chivu
Darmian 6: il solito soldatino
Bonny 6,5: qualche sgasata degna di nota
Sucic 6: sbaglia subito un pallone facile facile, poi amministra
Esposito 6: va a far la (solita) lotta fisica con i difensori avversari mentre San Siro chiede a gran voce un suo gol
Mklhitaryan s.v.
Chivu 7,5: quattro partite (Coppa Italia compresa) senza vittorie, ritrovarsi alla sosta da una a due inseguitrici alle calcagna, le stesse contendenti al primo posto un po’ più vicine, un quarto di squadra reduce dallo psicodramma del terzo Mondiale mancato. E gran parte di stampa già pronta con la peggiore narrazione disfattista: mister Chivu risponde con un’Inter affamata e spietata. Magari non bellissima, ma che firma una chiara dichiarazione d’intenti.



