All’Inter per due stagioni e mezzo dal 1998 al 2000, una Coppa Uefa conquistata e uno scudetto clamorosamente scippato, Francesco Colonnese ha fatto parte di una delle versioni nerazzurre più iconiche.
Inter, le parole di Colonnese
L’ex numero trentatre della Beneamata è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport. Ammette quando ricorda il suo approdo nel capoluogo lombardo: “Piangevo quando non mi hanno riscattato e sono dovuto andare all’Inter, ma non potevo sapere sarebbe stato il viaggio più incredibile della mia vita. A Milano ho vinto una Uefa, ho giocato con Ronaldo, il migliore di tutti, e ho scoperto l’interismo e una squadra che tiferò per sempre. E pensare che da ragazzo simpatizzavo per la Juve“.
LEGGI ANCHE Inter, 6 maggio 1998: la Coppa UEFA del Fenomeno
A proposito del Fenomeno e del suo difficile rapporto con Simeone: “Sono stato mediatore tra due campioni, metteteci poi dentro la rivalità Brasile-Argentina… Il Cholo è il miglior amico che mi ha dato il calcio, ci sentiamo ogni giorno e spesso vado da lui a Madrid. Non tollerava niente che non fosse la perfezione atletica, mentre Ronaldo era un mondo a sé, per decisione di Simoni. Non aveva bisogno di fare tutte le nostre ripetute anzi, quando ci vedeva, rideva goliardicamente e questo mandava fuori di testa Diego. Oggi, con la testa d’allenatore, ha capito che non tutti i talenti sono uguali”.
C’è spazio anche per gli avversari di un tempo: “Contro Raul, in Inter-Real, è stata la mia notte migliore. A Manchester, contro lo United, marcavo Andy Cole e uscii con il mal di testa: andava a una velocità pazzesca, lo ricordo come un incubo“.



