Inter-Atalanta, giornata numero ventinove di Serie A. Tre punti per scacciare via i fantasmi del derby, una vittoria per riprendere la marcia verso lo scudetto 2025/26. Ma anche per continuare una tradizione positiva in quel di San Siro contro gli orobici.
Inter-Atalanta, una tradizione positiva
Come riporta il sito ufficiale della Beneamata: “La formazione bergamasca è infatti l’avversaria contro cui l’Inter ha segnato di più nella competizione, mentre per la Dea quella milanese rappresenta la squadra contro cui ha perso più partite (71) e subito più gol (233)“.
In particolar modo, escludendo sempre incroci di Coppa Italia e Supercoppa, nelle ultime dodici stagioni i padroni di casa hanno ottenuto otto successi (a cui vanno aggiunti tre pareggi). Particolarmente rotonde le ultime due affermazioni, entrambe per 4-0. Corsi e ricorsi storici: esattamente nove anni fa – era il 12 marzo 2017 – finì 7-1 per l’Inter. Tra i pochi precedenti negativi, decisamente indigesta la sconfitta per 2-1 dell’aprile 2002: una caduta che di fatto riaprì in giochi per il titolo nella nefasta stagione conclusasi nel 5 maggio.
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Il pirotecnico 4-3 del 2008/09 (a segno Ibrahimovic, Muntari, Cambiasso e ancora Ibrahimovic), invece, segnò l’ultima partita di un certo Luis Figo. Dopo l’esperienza sulle rive del Naviglio il campione portoghese si ritirò anche dal calcio giocato.



