Nel suo approfondimento odierno di calciomercato sull’Inter La Gazzetta dello Sport ha sganciato la bomba: “Lo stesso Nicolò Barella è in bilico, ora che attraversa un periodo negativo: davanti alla giusta offerta, verrebbe venduto“.
Calciomercato, perchè l’Inter deve tenersi stretta Nicolò Barella
Parole fondate? Prospettiva possibile? Fantamercato? Non ci è dato saperlo. Eppure varrebbe la pena fare qualche ragionamento in merito. Sì, perchè il numero ventitre della squadra nerazzurra, insieme ad un gruppo ristretto di pochi eletti, dovrebbe far parte – a prescindere – dello zoccolo duro sul quale costruire la squadra del futuro prossimo.
LEGGI ANCHE Inter, tra flop europeo e obiettivo scudetto: la doppia analisi di Fabrizio Biasin
Nonostante tutto. E a prescindere da un’annata negativa che – va detto – può capitare a tutti. Noi per primi su queste pagine siamo stati – e continueremo ad esserlo, se non verrà invertito il trend delle prestazioni personali – estremamenti critici con il trottolino. Proprio perchè sappiamo che Barella ha delle qualità tattiche, tecniche e fisiche che vanno al di fuori dell’ordinario. E l’ha dimostrato più volte nel suo ormai lungo percorso interista.
Il blocco italiano
Altro particolare non da poco – e che spesso e volentieri sottolinea anche Giuseppe Marotta, uno che “qualche” scudetto nella sua carrriera da dirigente l’ha vinto – è la questione del blocco italiano. Che anzi andrà rimpolpato in quanto in estate saluteranno sicuramente Francesco Acerbi e Matteo Darmian. E, per trovare più spazio, forse anche Davide Frattesi.
Non è così peregrino pensare poi a una spina dorsale dell’undici titolare completamente Made in Italy. Guglielmo Vicario (se arriverà), Alessandro Bastoni, Nicolò Barella, Federico Dimarco, Francesco Pio Esposito. Ecco perché a differenza di altri colleghi il vice-capitano andrebbe blindato.



