Dici derby e pensi a grandi nomi. Una delle prima stracittadine che ricorda chi scrive, ad esempio, fu decisa dalle giocate di Ronaldo e Diego Pablo Simeone. Come dimenticare poi le finte a rientrare sul destro di Diego Milito, la prepotenza fisica del miglior Romelu Lukaku. E più recentemente le reti (anche europee) di Lautaro Martinez. O il gol da seconda stella di Markus Thuram. Eppure a volte c’è gloria – a suo modo eterna – anche per le meteore. Come quella volta che, correva l’anno 2013, a mettere il sigillo definitivo su Inter-Milan fu l’inaspettata zuccata dell’argentino Ezequiel Schelotto.
Stagione (disastrosa) 2012/13, Andrea Stramaccioni in panchina e mesto nono posto finale. Tra i pochi lampi la prima vittoria allo Juventus Stadium alla decima giornata, illusoria affermazione che affermò per pochi giorni la seconda posizione della Beneamata. Massimo Moratti a gennaio provò a rinfrescare la squadra con un paio di profili allora interessanti: oltre al Galgo – arrivato dall’Atalanta per 3,5 milioni – anche l’ancora acerbo Mateo Kovacic (pagato 11 milioni alla Dinamo Zagabria).
Inter-Milan, il gol del Galgo Ezequiel Schelotto
L’argentino, arrivato appena maggiorenne in Italia grazie all’intuizione degli scout del Cesena (e nonostante qualche problema burocratico che dall’estate 2008 ne posticipò l’esordio solamente al successivo aprile) dopo averla conquistata in bianconero si confermerà in Serie A con le maglie di Catania e Atalanta. Quindi nel gennaio 2013 la grande occasione: la chiamata dell’Inter.
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Alle ventiseiesima giornata ecco il derby della Madonnina. Al 21′ Stephan El Shaarawy porta avanti il Diavolo, per un vantaggio che perdura fino a metà ripresa. Strama prova così a mischiare le carte: al 67′ fuori Esteban Cambiasso (centrocampista centrale), dento il ben più giovane connazionale, ala destra di professione.
Cinque giri di orologio e Ricky Alvarez – compagno di stanza di Schelotto – appoggia all’indietro una rimessa laterale su Yuto Nagatomo. L’iconico trottolino giapponese ha tutto il tempo per controllare, alzare la testa e far partire un cross morbido verso il centro dell’area. Qui poco prima di Rodrigo Palacio, appena dietro le spalle di Philippe Mexes – che buca clamorosamente il colpo di testa – sbuca la zuccata di Ezequiel Schelotto, inspiegabilmente libero in mezzo all’area rossonera. È il punto che fissa la stracittadina sul definitivo 1-1.
Le parole di Massimo Moratti: “Sei nella storia”
L’avventura di Schelotto all’Inter si chiuderà mestamente a fine stagione, fuori dal progetto tecnico di Walter Mazzarri. Ricorda però in un’intervista alla Gazzetta dello Sport: “Mai dimenticherò di quando il presidente mi prese per mano a centrocampo al fischio finale, mentre stavo per imboccare il tunnel degli spogliatoi. Mi disse ‘Guardati intorno, guarda tutto questo, pensa a tutte le persone che ti hanno guardato qui e in tv: da questa sera in avanti, e per sempre, tu rimarrai nella storia dell’Inter’. Parole che porto nel cuore ancora oggi, e a cui ripenso ogni volta che il calendario di Serie A propone il giorno del derby“.



