La Guardia di Finanza sta indagando sulla cessione del Milan da Elliott al fondo RedBird nell’estate del 2022: cosa rischiano i rossoneri?
La giornata di martedì 12 marzo è stata scossa dalla notizia della Guardia di Finanza in casa del Milan. Le fiamme gialle stano conducendo le indagini preliminari sulla cessione della società rossonera nel 2022, quando il fondo Elliott raggiunse un accordo con RedBird sulla base di 1,15 miliardi per il 99,93% delle azioni del Milan.
In quella circostanza, spiega Alessandro Giudice sul Corriere dello Sport, il compratore – RedBird – scelse di finanziare l’acquisizione del Milan con una combinazione di debito e capitale in proporzioni uguali. Si accordò con Elliott per ricevere la provvista per completare l’operazione Milan con un tasso contenuto, di circa il 7%.
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Elliott, in questo modo, facilitava un’operazione che gli consentiva di realizzare circa 400 milioni di plusvalenza dopo appena cinque anni, sostituendo capitale di rischio con capitale di debito. E’ normale, scrive sempre Giudice, che in queste operazioni ci siano dei rappresentanti di chi presta il denaro all’interno del Cda. Ma l’accusa dei pm sarebbe che il precedente fondo si sarebbe spinto oltre, arrivando a influenzare le decisioni.
L’accusa della Figc è di aver ostacolato la vigilanza, omettendo di comunicare la vera titolarità delle azioni che, per i pm, sarebbe ancora di Elliott, anch se le carte dimostrerebbero il contrario. Cosa rischia il Milan? Gli indagati sono l’ad Furlani e il precedente Ivan Gazidis, non la società. La responsabilità in Italia è personale, ma anche le persone giuridiche, come le società, possono commettere reati. Gazidis e Furlani sarebbero indagati in relazione alle funzioni svolte nella società e, in caso di violazioni, c’è la possibilità di una penalizzazione per i rossoneri.



