Carlo Ancelotti, l’allenatore da record e vincitore seriale, è indissolubilmente legato al Milan, sia come giocatore che come tecnico. Eppure, pochi sanno che la sua carriera avrebbe potuto tingersi di nerazzurro fin dagli albori. La storia di un provino dimenticato rivela un retroscena curioso sul rapporto mancato tra l’attuale tecnico del Brasile (ex Real Madrid) e l’Inter.
A diciannove anni, un giovanissimo giocatore si presentò alla Pinetina per un provino. L’occasione fu una amichevole contro l’Hertha Berlino, dove il centrocampista esordiente si ritrovò a giocare al fianco di leggende come Anastasi e Altobelli. Un battesimo di fuoco che lo stesso Ancelotti ha ricordato con una punta di timore: “Me la son fatta sotto,” ha ammesso ripensando all’emozione e alla pressione di quel momento.
Sulla panchina nerazzurra sedeva Eugenio Bersellini, noto per la sua severità e per l’attenzione maniacale alla forma fisica dei suoi atleti. E proprio le abitudini alimentari e la corporatura di “Carletto” divennero un cruccio per il tecnico, soprannominato “Il Sergente di Ferro.”
Il tecnico verdeoro ha raccontato con ironia i metodi di Bersellini: “Trascorsa una settimana non c’era giorno in cui lo stesso Bersellini non mi pesasse e continuasse a ripetermi: ‘Se resti qui dovrò inventare una dieta specifica solo per te’.”
Il mancato acquisto di Ancelotti
Nonostante il potenziale, la trattativa per l’acquisto del giovane centrocampista, che all’epoca militava nel Parma, non si concretizzò. I dirigenti interisti ritennero che il costo del cartellino fosse eccessivo per un giocatore con le incognite evidenziate dall’allora allenatore meneghino. La società decise, quindi, di virare su un altro talento: Evaristo Beccalossi, altrettanto valido e promettente.
Una scelta che, col senno di poi, è destinata a far riflettere i tifosi nerazzurri. Mentre Beccalossi divenne un idolo della Nord per la sua classe e le sue giocate, Ancelotti intraprese una carriera sfolgorante, culminata con le vittorie da protagonista assoluto prima con la Roma, poi soprattutto con il Milan di Sacchi e, in seguito, da allenatore di successo globale.
Quel provino, terminato con una bocciatura per motivi economici e qualche chilo di troppo, rappresenta una delle più grandi sliding doors (una decisione che può cambiare la vita delle persone o cose) nella storia del mercato interista e del calcio italiano. La Beneamata perse un futuro Pallone d’oro mancato che, invece, scrisse la storia del club rivale milanese.



