Tuttosport ha alzato la diffusione di notizie legate all’esame di cittadinanza italiana di Luis Suarez: l’importante – si legge – è infangare la Juventus. Anche con la pubblicazione di indagini secretate
Tuttosport muove accuse verso la gestione dei media del caso legato a Luis Suarez e all’esame di cittadinanza italiana sostenuto nel 2020. Un esame “farsa” che ha testimoniato, secodo il quotidiano, come “infamare sia l’unica cosa che conta”:
Infamare non è importante, è l’unica cosa che conta. Tanto, quando un giudice metterà finalmente ordine nei fatti, ne inquadrerà correttamente la proporzione e, magari, assolverà, sarà passato un sacco di tempo, il danno sarà fatto e nessun risarcimento verrà riconosciuto, neanche il gusto di vedere scritto sul giornale la notizia nelle stesse dimensioni con cui erano state diff use le bufale.
Il quotidiano rivela che l’uruguagio scelse di fare l’esame sebbene la società bianconera non avesse più intenzione di tesserarlo: il giocatore pensò che la cittadinanza gli sarebbe potuta tornare utile:
Prendi il “Caso Suarez”, un classico moderno di questa particolare attività. Luis Suarez nel settembre del 2020 sostiene, presso l’Università degli Stranieri a Perugia, un esame di italiano, propedeutico all’ottenimento della cittadinanza. L’aveva prenotato per lui la Juventus, che nel frattempo non era più intenzionata a ingaggiarlo. L’uruguaiano decide che il passaporto italiano può comunque tornargli utile e si presenta all’esame.
Dopo l’esame, però, arrivarono le accuse di un esame farsa, preparato ad hoc in modo tale da “regalare” la cittadinanza al giocatore, sebbene questo non possedesse i requisiti necessari per ottenerla:
L’esame risulta essere una mezza farsa, o almeno così dicono alcuni professori dell’Università, intercettati nel quadro di un’altra indagine, di tipo amministrativo.
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L’indagine porterà ad un sostanziale nulla di fatto, dato che nessun dirigente verrà accusato e la loro posizione verrà archiviata quanto prima:
Mentre i pm appurano i fatti, che non porteranno a formulare nessuna accusa ai dirigenti della Juventus, la cui posizione verrà archiviata prima dell’udienza preliminare, qualcuno diffonde pezzi dell’indagine ai media.
Tuttavia, molti pezzi dell’indagine vengono scaricati illegalmente e diffusi ai media. Trattasi di ben 264 file riguardanti l’esame di Luis Suarez recuperati da un cancelliere della Procura di Perugia che porta il nome di Raffaele Guadagno. L’accusa del quotidiano è che l’impatto mediatico di frasi estrapolate dal contesto portino a dare risalto alla vicenda, con le telefonate di Fabio Paratici e Federico Cherubini e Andrea Agnelli che finiscono su tutti i quotidiani. Con la convinzione che la Juventus abbia corrotto i professori dell’Università:
Tutti alla fine, credono che sia andata come ricostruiscono i giornali: la Juventus ha corrotto i professori di Perugia per tesserare Suarez. Anzi, molti (spesso quelli che insegnano al mondo che «le sentenze si rispettano») ne sono convinti anche oggi, nonostante dei giudici abbiano stabilito l’esatto contrario, ma ovviamente quella notizia non ha trovato spazio sulle prime pagine dei giornali. Insomma, l’operazione sputtanamento è perfettamente riuscita e quei 264 file scaricati illegalmente sono serviti modo assai efficace.
Tuttosport, in questo articolo in difesa – di fatto – della Juventus, chiude affermando che il nome dei bianconeri serve a dare visibilità:
I tifosi della Juventus, oggi, scoprono ancora una volta che il nome della loro squadra è ghiotto per chi cerca visibilità e fa gola a chi deve fare notizia, soprattutto coinvolgendolo in uno scandalo. Non importa se è vero o no.



