Inter, l’ex allenatore Andrea Stramaccioni è tornato a parlare del miracoloso salvataggio di due ragazze altoatesine dalle acque del Gargano. L’attuale telecronista di DAZN è stato intervistato dal Corriere della Sera, ripercorrendo quei concitati momenti.
COME STA DOPO IL SALVATAGGIO – “Solo graffi. L’importante è che tutti siano tornati a casa sani e salvi, dalle ragazze al bagnino”.
COME HA CAPITO IL PERICOLO – “Ero sotto l’ombrellone con mia moglie e alcuni amici. A un certo punto ho visto che un numero inusuale di persone si stava accalcando presso gli scogli e che il bagnino stava continuando a fischiare animatamente“.
LA DECISIONE DI TUFFARSI – “Lui da solo non ce l’avrebbe mai fatta a salvarle. Erano finite nell’acqua alta e in balia delle correnti. Mi sono precipitato dalla più giovane, dicendole di restare sul dorso e che in pochi minuti l’avrei tirata fuori. Così è stato“.
IL SALVATAGGIO DELLA SECONDA RAGAZZA – “Ho notato che la ragazza più grande e il bagnino erano in enorme difficoltà. Lei spariva e ricompariva dall’acqua, presa dal panico mi tirava giù. La barca di salvataggio, che nel frattempo aveva soccorso il bagnino, non riusciva a venirci a prendere. Eravamo troppo vicini agli scogli. Poi ho capito che la ragazza aveva solo un modo per salvarsi, cioè infilarsi in una piccola insenatura. L’ho afferrata e l’ho spinta lì con tutte le mie energie“.
LA FORZA DELLA DISPERAZIONE – “Quelle ragazze potevano essere mie figlie, ho pensato solo a questo”.
LA VITTORIA PIÙ BELLA – “Quando sono uscito dall’acqua ero esausto, avevo bevuto molto, avevo diversi tagli, non sapevo se la seconda ragazza ce l’avesse fatta. Quando ho sentito le grida di gioia dei soccorritori è stata un’emozione fortissima. Sicuramente il mio gol più bello“.
IL MESSAGGIO DA LANCIARE – “La vita è il bene più prezioso che abbiamo, non sprechiamolo. Quelle ragazze potevano non tornare più a casa per un bagno avventato. Non entriamo in acqua se c’è la bandiera rossa. L’ho detto ai miei figli sulla spiaggia, scossi per quanto avevano visto: niente vale più della vita, non c’è bravata che tenga“.



