Inter, Stefano Agresti ha commentato in maniera perplessa il reparto offensivo nerazzurro, parlando di un’età media decisamente alzata
Con l’arrivo di Alexis Sanchez – che torna all’Inter per sostituire Joaquin Correa, prossimo all’Olympique Marsiglia – il calciomercato del club di Viale Liberazione, per quanto riguarda il reparto offensivo, è chiuso.
Lautaro Martinez, Thuram, Arnautovic e Sanchez: questi sono gli attaccanti che Simone Inzaghi avrà a disposizione per questa stagione.
Se l’argentino è il top di reparto, il francese rappresenta la gemma su cui lavorare, mentre gli altri due sono gli uomini di esperienza, sempre pronti in caso di bisogno.
Secondo alcuni opinionisti, il reparto offensivo nerazzurro nel complesso si è indebolito.
Inter, l’opinione di Stefano Agresti sulle scelte azzardate nerazzurre

Inter, Stefano Agresti critica il reparto offensivo nerazzurro: scelte azzardate…
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Stefano Agresti, sulla Gazzetta dello Sport, ha espresso la sua riguardo alla scelta del club di Viale Liberazione di destinare tutto il budget ottenuto dalla cessione di Andre Onana – che inizialmente doveva essere reinvestito per Lukaku – su un difensore.
I nerazzurri, infatti, hanno preferito risparmiare in attacco – 10 milioni per Arnautovic, 0 per Sanchez – e usare quei 30 milioni di euro per l’acquisto di un difensore, che salvo colpi di scena sarà Benjamin Pavard.
Agresti, nel suo editoriale, ha definito questa scelta “azzardata”.
A noi lascia sorpresi soprattutto la filosofia: potendo investire su un unico calciatore, avendo l’opportunità di battere un solo colpo, perché puntare sul difensore anziché sul centravanti? Chi pesa di più nell’economia di una squadra? Qual era la lacuna principale dell’Inter, la retroguardia (che nella scorsa stagione, già senza Skriniar, ha accompagnato i nerazzurri in finale di Champions) oppure l’attacco, orfano di Lukaku e Dzeko?
In attacco oggi l’Inter ha due ragazzi di trentaquattro anni suonati: Arnautovic (un altro
ritorno) e Sanchez. L’opera di svecchiamento si è fermata presto. Prestissimo. Oltre a loro, nel reparto offensivo ci sono Thuram e – per fortuna -l’intoccabile Lautaro. Qualcuno può sostenere che là davanti i nerazzurri siano più forti rispetto alla scorsa stagione quando, accanto al Toro, c’erano Lukaku, Dzeko e Correa? Non è diminuita l’età media, benché il bosniaco non sia un ragazzino; si sono invece ridotte in misura sensibile la forza, la qualità, la capacità realizzativa.



