Un viaggio inedito per l’Inter
Sfida inedita perr i nerazzurri di Christian Chivu, richiamati a un insolita trasferta in quel di Bengasi a giocare contro l’Atletico Madrid. I giocatori che non sono stati chiamati alle nazionali giocheranno in Libia. Una tabella di marcia molto intensa: viaggeranno dall’Europa fino in Libia, si sfideranno in campo, e poi tanti saluti, entrambe indietro notte tempo. Nessuna vigilia in hotel, come da tradizione per qualsiasi test a una certa distanza da Milano: giusto qualche ora a Bengasi. Una zona molto calda fino a qualche mese fa. Tecnicamente, la partita fa parte della cosiddetta Reconstruction Cup, finanziata dal “Fondo per lo sviluppo e la ricostruzione della Libia” con cui i due club si sono accordati: a curare il tutto, Belqasem Haftar, figlio Khalifa Belqasim Haftar, il maresciallo padre padrone della Cirenaica. Gazzetta dello Sport ha dedicato un ampio approfondimento. Un incontro inedito che anticipa l’incrocio cui assisteremo a Novembre in Champions League.
L’importanza politica della partita
L’uso di grandi eventi sportivi è parte di una strategia di legittimazione complessiva, sul piano politico e delle relazioni internazionali, oltre le ferite del presente. La faida delle tribù è permanente dopo la caduta di Gheddafi nel 2011, come la tensione tra le due aree dominanti, la Cirenaica feudo proprio del generalissimo Haftar e la Tripolitania, sede del governo provvisorio nella capitale Tripoli. Tra l’altro, l’inaugurazione dello stesso stadio ricostruito a Bengasi, capienza di 41mila spettatori, era già stato un mezzo show mesi fa: il 20 febbraio c’erano Eto’o, Roberto Carlos, Figo e Trezeguet in una città blindata.
L’eccitazione dei libici
Nella sfida delle 18 (trasmessa su Inter Tv), antipasto del match vero in Champions, i nerazzurri non presenteranno la loro argenteria: tra i grandi, arriveranno solo Pepo Martinez, Di Gennaro, Bisseck, Palacios, Acerbi, Darmian, Luis Henrique, Mkhitaryan, Diouf, Bonny. Non partirà, invece, Sommer per colpa di un attacco influenzale. Il resto, giovani vari di Primavera e U23, con il baby bomber Spinaccè a rubare l’occhio. L’Atletico, subentrato al Barcellona in extremis, sarà guidato invece da Griezmann, unica stella che accompagna Simeone. Per entrambe le squadra, comunque, la comunità locale è in eccitazione come fosse una finale Mondiale, ed è del tutto naturale.



