Cambiano le pedine principali ma l’ idea di fondo rimane invariata. Seconda quanto riportato da http://www.sportmediaset.mediaset.it ,Simone Inzaghi si è portato con sè tutto il suo staff in Arabia eccetto per Mario Cecchi, il Match Analyst nerazzurro. Questa decisione di porre il veto sull’ analista rispecchia la volontà della società di non cambiare la muta della squadra che ha portato i suoi frutti negli ultimi 4 anni. Sì, perchè a volte nei matrimoni(in questo caso Inzaghi-Inter) quello che manca non è l’ intenzione di fondo ma le pedine che mettono in pratica queste volontà.
Il binomio Inzaghi-nerazzurro è giunto al termine ma il ciclo vincente condito dai trofei deve continuare. Mario Cecchi, analizzatore delle partite dell’ Inter, (colui che vedevate dietro Farris durante i match della Beneamata)spesso da come si sente dire nell’ ambiente della pinetina è stato fondamentale nella preparazione delle partite secche. Il classe 69′, prima di entrare a far parte dello staff di Inzaghi nella Lazio e poi nell’ Inter, allenava le giovanili dell’ Empoli con cui ha ottenuto ottimi risultati.
La dirigenza nerazzurra vuole dunque dare una continuità al lavoro fatto dal tecnico piacentino: cambiando le personalità ma non l’ identità. Cecchi adesso dovrà lavorare con Chivu: allenatore con cui probabilmente si è già confrontato dato il passato del tecnico rumeno nelle giovanili dell’ Inter. La volontà è quindi quella di continuare col metodo inzaghiano del 3-5-2: vale a dire esterni alti e mezz’ ali tutto campo. La speranza è quella di poter riproporre la qualità massima del gioco che ha espresso l’ Inter sotto la guida del tecnico dell’ Al-Hilal. Forse la dirigenza sa che la chiave di quell’ Inter lì è Mario Cecchi.
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