Empoli-Inter, Davide Frattesi ha parlato nel dopo partita. Grande emozione per il centrocampista, alla prima presenza da titolare in Serie A con i nerazzurri
Empoli-Inter ha rappresentato una prima volta per alcuni. Per esempio, per la prima volta Benjamin Pavard ha giocato dal 1′, offrendo una grandissima prestazione difensiva.
Oltre a lui, prima volta anche per Davide Frattesi, che fino ad ora era solo subentrato sia in campionato che in Champions League – regalando anche l’assist a Lautaro Martinez per il pareggio nerazzurro – e oggi contro l’Empoli ha avuto la sua chance fin dall’inizio.
Settanta di quantità e qualità per il numero 16, che ha provato a rendersi pericoloso con qualche inserimento, ma si è fatto apprezzare anche in fase difensiva, sia per la riconquista del pallone che per la gestione di questo in zone calde del campo.
Empoli-Inter, Frattesi felice ai microfoni dopo l’esordio in nerazzurro dal 1′
Empoli-Inter, Frattesi: bellissime sensazioni ma potevo fare meglio
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L’ex giocatore del Sassuolo ha poi commentato la sua prima da titolare da nerazzurro ai microfoni di DAZN, il quale ha avuto anche la possibilità di commentare il gran gol di Federico Dimarco.
Ecco le parole del numero 16.
Alla fine non vedevo l’ora fischiasse l’arbitro. Inzaghi mi chiede di strappare? Essendo una difesa a 4, i movimenti della mezz’ala danno fastidio, anche grazie ai cambi di gioco al nostro quinto. Non si può fare ogni volta ma è utile. Differenze tra Sassuolo e Inter? Sicuramente l’obbligo di dover vincere ogni partita, anche quando si è in parità si cerca sempre il gol. Poi, le squadre avversarie sono più chiuse, ma ci sta perché quando viene l’Inter viene per dominare la partita.
Il gol di Dimarco? Mi è arrivata una pallonata in faccia incredibile, stavo sognando! Un gol pazzesco ma lui ha il piede per fare queste cose, quindi sono rimasto incredulo ma neanche troppo. È un ragazzo che ci tiene, si vede che ce l’ha dentro. Prima da titolare? Sensazioni belle, potevo fare di più in zona gol, ma quello va anche a periodi. Ci sono giornate in cui uno sente di più il feeling con la porta, altri giorni di meno.



