Il nuovo progetto sostenibile dell’Inter
La filosofia di Oaktree ha messo al centro del progetto Inter i giovani talenti. Francesco Pio Esposito incarna alla perfezione il nuovo corso nerazzurro basato su un progetto giovane e sostenibile. Ma l’attaccante di Castellammare non è l’unico talento di prospettiva. La trasferta di Bengasi ha permesso ad altri giovani talenti emergenti di mettersi in mostra, come riportato da Gazzetta dello Sport.
L’analisi di Gazzetta sui talenti dell’Inter
Bovo, Kaczmarski, Spinaccè, Agbonifo. Ma pure (per meno minuti) Lavelli, Zarate, Venturini, Cinquegrano. L’Inter di ieri quasi pareva l’Under 23 con 8 giovanissimi lanciati da Cristian Chivu nell’amichevole libica contro l’Atletico Madrid. Uno scenario comunque di assoluto prestigio, per i giovanissimi nerazzurri, oltre che un’occasione per dimostrare di esistere ad un allenatore da sempre molto attento a tutto ciò che ruota attorno alle giovanili, provenendo proprio dalla Primavera nerazzurra. Ecco chi sono quelli che più hanno lasciato il segno nella sfida di Bengasi.
Bovo
La notizia negativa, nel suo caso, riguarda un piccolo infortunio patito proprio contro la squadra di Simeone. Fortunatamente nulla di grave per il centrocampista classe 2005 (lieve distorsione alla caviglia), che l’Inter strappò al Chievo Verona nell’estate del 2021 a seguito del fallimento del club gialloblù. Mediano vecchio stampo – si piazza fisso davanti alla difesa ma ha buoni numeri pure sul piano realizzativo -, Bovo con il nerazzurro addosso ci è cresciuto raccogliendo la fascia da capitano lasciata prima da Aleksandar Stankovic e poi da Pio Esposito. Se il progresso dovesse essere simile ai predecessori…
Kaczmarski
Il volto più fresco è quello di Iwo Kaczmarski, centrocampista polacco che ieri a ripresa appena iniziata ha sostituito proprio Bovo dopo il piccolo problema fisico. Acquistato dall’Inter l’estate scorsa in prestito con obbligo di riscatto, Kaczmarski è cresciuto nel Korona Kielce – squadra della sua città -. Poi il salto nel Rakow e un anno più tardi ecco il trasferimento in Italia, all’Empoli da sempre molto attento ai talenti coltivati in Polonia. Ancora oggi è il secondo più giovane di sempre ad aver trovato il gol nel campionato polacco. E incoraggiante è stato pure l’avvio in Serie C con l’Under 23: ancora nessuna rete, ma 2 assist nelle prime 7 partite.
Spinaccè
L’attaccante nerazzurro, classe 2006, contro una difesa esperta formata da Lenglet e Gimenez ha inevitabilmente faticato, ma qualche indicazione buona sul taccuino di Chivu è comunque arrivata. Nell’Inter, Spinaccè ci gioca dal 2020: all’epoca 14enne, poi la lunga trafila tra Giovanili, Under 17, Under 19, 20 e 23. Manca solo l’esordio in prima squadra: l’ex tecnico Simone Inzaghi l’ha spesso portato in panchina fra tutte le competizioni, ma non è mai entrato in campo. Jolly offensivo rapido e duttile: segna tanto, può fare l’esterno, la punta vera e propria o all’occorrenza anche il trequartista.
Agbonifo
Anche Agbonifo, esattamente come Kaczmarski, è stato tra gli ultimi ad approdare sul pianeta nerazzurro: l’Inter l’ha acquistato l’estate scorsa dall’Hellas Verona (ultima stagione in gialloblù: 15 gol e 11 assist in 39 partite), dove è cresciuto fin da quando aveva appena 5 anni. Forte, infatti, il senso di appartenenza con il club: “Al Bentegodi vado spesso – aveva confessato ai canali ufficiali dell’Hellas -, la mia partita preferita è la finale playoff contro il Cittadella: al gol di Di Carmine ho pianto sugli spalti”. Seconda punta molto rapida, contro l’Atletico è subentrato al posto Bonny. È nato in Italia da genitori nigeriani e ha come mito l’ex Psg Jay-Jay Okocha. Una passione ereditata dal padre nigeriano.



