Rafa Benitez si racconta al Festival dello Sport
Rafa Benitez ha parlato al Festival dello Sport di vari argomenti sul suo passato, ma non ha risparmiato stoccate al suo passato interista. La breve parentesi dello spagnolo sulla panchina nerazzurra fu costellata daprestazioni altalenanti. La giovane età di diversi giocatori della rosa come Coutinho e Biabiany unità all’età avanzata dei veterani del triplete mourinhano portarono all’esonero dopo pochi mesi. “All’Inter ho vinto due trofei, ma non mi è piaciuto il modo in cui è stato gestito il mio allontanamento – ricorda -. Avevo 15 giocatori sopra i 30 anni, che avevano vinto tanto.
Sulla notte di Istanbul e il trionfo in Champions
“Ho ancora tifosi del Liverpool che mi fermano e mi dicono che è stata la notte più bella della loro vita – dice sottolineando la clamorosa rimonta da 3-0 che riuscì ai Reds -. È stata spettacolare. Noi siamo arrivati a quella finale battendo Juve e Chelsea, poi a Istanbul il Milan. In quel modo. La finale di due anni dopo ad Atene resta un rimpianto (è una delle due che rigiocherebbe, assieme alla finale della Coppa Intercontinentale 2005, ndr) , perché abbiamo giocato meglio noi e abbiamo perso. Mentre a Istanbul abbiamo giocato probabilmente peggio e abbiamo vinto”. Ma ci sono altre medaglie che Benitez si appunta sul petto: le promozioni nella massima serie con Extremadura e Tenerife in Spagna e col Newcastle in Inghilterra. “Se hai successo in più campionati significa che vali qualcosa come allenatore – dice -. Ma la promozione con squadre piccole, come mi è successo tre volte, significa che sei un allenatore vero”
Sull’esperienza in Serie A
“All’Inter ho vinto due trofei, ma non mi è piaciuto il modo in cui è stato gestito il mio allontanamento – ricorda -. Avevo 15 giocatori sopra i 30 anni, che avevano vinto tanto. Ma non avevamo comprato nessuno e anche Moratti ammise dopo che fu un errore. A Napoli fu particolare fin dal primo giorno: l’esperienza è stata bellissima, siamo riusciti a cambiare la mentalità della squadra. A me non piacciono le squadre che sono a metà classifica e sono contente di esserlo: io gioco per vincere e con me il Napoli ha cambiato mentalità e cominciato a provare a vincere”. Benitez svela anche che nel 2010 avrebbe potuto aggiungere anche la Juventus al suo curriculum. “Ero al Liverpool, ho avuto dei contatti. Ero interessato, ma non è successo e preferisco non dire perché”.
Su Chivu “Non mi aspettavo diventasse allenatore”
Benitez non vede suoi eredi nel calcio di oggi, anche se tanti suoi giocatori sono diventati allenatori. Uno che Rafa non si aspettava di vedere in panchina è Christian Chivu: “Da allenatore spesso capisci quali giocatori saranno poi tecnici – dice -. Lui non me l’aspettavo, ma penso farà bene perché è intelligente e ha una buona squadra”. Benitez invece ora lavora con l’Uefa e sta meditando se tornare, magari con una nazionale che lo stimola. “Ma io voglio giocare per vincere – dice con un sorriso -. C’è una nazionale che mi ha inseguito per allenarla al Mondiale, ma a me non piace l’idea di andare lì e perdere tutte le partite, tornare a casa subito. Non fa per me”. Un’altra lezione del Maestro Rafa.



