San Siro: l’esito della votazione
Dopo una lunga bagarre politica, finalmente il nodo San Siro giunge a una soluzione. Lo storico stadio e l’area circostante sta per essere venduto a Inter e Milan. Le due squadre nei prossimi mesi potranno lavorare alla costruzione di un nuovo stadio nell’area degli attuali parcheggi e alla demolizione di gran parte del Meazza. Il Consiglio comunale di Milano ha deciso a tarda notte dopo una interminabile seduta iniziata alle 16.30 e terminata alle 3.50 del mattino. Il voto è stato come previsto molto tirato: 24 voti a favore, 20 voti contrari.
I momenti chiave tra franchi tiratori a sinistra e l’astensione di Forza Italia
Come riprtato esaustivamente da il fatto quotidiano, tra indecisi e astensioni è stata una giornata ricca di colpi di scena. Mai come in questo caso i confini politici nella città capoluogo lombarda sono stati così labili. Se criticità sul progetto sono emerse in seno alla maggioranza, al tempo stesso un qualche sostegno è arrivato dall’opposizione. Ed è stata proprio l’astensione di Forza Italia nel centrodestra ad aver salvato la giunta dai franchi tiratori interni alla sinistra. Ne hanno parlato approfonditamente Il Fatto Quotidiano e Gazzetta dello Sport hanno parlato approfondimento dei passaggi cruciali.
“Monica Romano, consigliera del Pd considerata in bilico, ha ufficializzato a inizio giornata il suo sì. Marco Fumagalli, capogruppo della lista Sala, da sempre catalogato come il primo degli indecisi, invece ha fatto sapere che non avrebbe votato a favore della vendita. La svolta così è arrivata quando Forza Italia, a inizio pomeriggio, ha annunciato che non avrebbe votato contro la delibera di vendita ai club, smarcandosi dal voto dell’opposizione di centro-destra. “La delibera presenta molte criticità e numerose lacune ma qui stiamo parlando della riqualficazione di una zona importante della città e della possibilità di consentire a Milan e Inter di avere uno stadio di proprietà – ha detto Alessandro Sorte, coordinatore di Forza Italia in Lombardia -. Noi non voteremo sì ma nemmeno contro, perché significherebbe condannare Milano e i milanesi”. Astensione, quindi. Una sorpresa perché Forza Italia pochi giorni fa si era posizionata su un no piuttosto convinto. Letizia Moratti, presidente della Consulta Nazionale di Forza Italia ed ex sindaco di Milano, ha espresso concetti simili, mentre Alessandro De Chirico, consigliere di Forza Italia, è andato contro le indicazioni del suo partito, dichiarandosi “convintamente negativo”. L’uscita dall’aula degli altri consiglieri forzisti è stata però decisiva.”
I dettagli della vendita
“La vendita a Inter e Milan dovrà essere perfezionata entro il 10 novembre, data entro cui si dovrà arrivare al rogito.” I prossimi 40 giorni permetteranno di avere il via libera delle banche e completare le pratiche per il passaggio di proprietà. Poi la palla passerà a Manica e “Foster + Partners”. I due studi di architettura di rilevanza mondiale scelti da Inter e Milan dovranno elaborare il progetto del nuovo stadio, su cui ci sono idee ma non disegni. I lavori per il nuovo stadio inizierebbero nella prima metà del 2027, con inaugurazione del nuovo impianto nel 2031. L’Uefa avrebbe così un nuovo stadio per l’Europeo 2032, da aggiungere allo Juventus Stadium e altri impianti da definire nel 2026. Il Meazza invece resterebbe in piedi per concerti e altre attività e poi, tra il 2031 e il 2032, verrebbe smantellato, demolito al 90%.



