Inter, Akanji rivoluziona la difesa: le soluzioni di Chivu
L’arrivo di Manuel Akanji dal Manchester City, in prestito oneroso da 2 milioni con diritto di riscatto a 15 milioni, trasforma la difesa dell’Inter. Lo svizzero, versatile e abituato a vincere, può giocare come centrale o braccetto destro e sinistro nella linea a tre di Chivu, offrendo alternative ad Acerbi, De Vrij e Bastoni. Dopo il ko con l’Udinese, che ha evidenziato lacune difensive, Akanji porta fisicità e qualità in impostazione, come riportato da *Goal.com*. La cessione di Pavard al Marsiglia, in prestito per 2,5 milioni, ha sbloccato l’operazione. Chivu, che punta su un gioco più verticale, potrebbe schierare Akanji da titolare già contro la Juventus, sfruttando la sosta per integrarlo.
Come cambia la retroguardia
Bastoni resta il perno, ma Akanji offre flessibilità. Può agire da centrale, permettendo ad Acerbi di rifiatare, o da braccetto destro, ruolo in cui Bisseck ha faticato. La sua esperienza in Champions è un valore aggiunto per le sfide contro Ajax e Juventus. Il centrocampo, con Sucic e Calhanoglu in affanno, beneficia della sua abilità nel costruire dal basso, riducendo la pressione. Chivu, come dichiarato, vuole concretezza: “Basta specchiarsi, serve solidità”. La sosta è cruciale per affinare gli automatismi, ma serve un salto di qualità anche in mediana per supportare la nuova difesa.
La maggiore solidità per compensare un attacco sterile
In attacco, Lautaro e Thuram devono ritrovare cinismo. Akanji, con le sue letture difensive, può garantire stabilità, permettendo alla squadra di spingere con più serenità. Pio Esposito, subentrato contro l’Udinese, ha mostrato sprazzi di talento, ma il 4-2-4 finale ha creato caos. Chivu ha detto: “Siamo un cantiere aperto”. Con Akanji, l’Inter guadagna un leader per la retroguardia, ma il tecnico deve bilanciare il reparto offensivo. La sosta sarà decisiva per amalgamare la squadra e puntare allo scudetto, con lo svizzero come chiave per una difesa più solida.



