Calciomercato Inter, il quotidiano Libero si chiede giustamente perché Stefano Sensi oggi non può restare ad Appiano Gentile…
Cinque le amichevoli disputate, cinque il nuovo numero di maglia, cinque i sensi di una persona. Ma è il sesto, di senso, che conta nella questione-Sensi: l’intuito, la sensazione, l’idea che la mezzala di Urbino, a prescindere da quanto di buono abbia offerto in questo precampionato, sia utile alla causa altrui e non a quella nerazzurra.
Ci è piaciuto e condividiamo tutto di questo articolo di Libero. Tutto quello che si poteva dire su Stefano Sensi qui c’è. E la domanda, almeno per noi è sempre la stessa. Perché Stefano non può restare a Milano, meglio ad Appiano Gentile e continuare la sua avventura con la maglia dell’Inter?
I numeri sono tutti per lui. Nel precampionato Stefano ha firmato tre reti contro Lugano, Psg e Salisburgo, due delle quali decisive. Non è andato a segno contro la Pergolettese e l’Al Nassr, poco male, è comunque il miglior marcatore della pre-stagione dei vice campioni d’Europa.
Ma la stagione è tutta un’altra storia e Sensi non ne farà parte. Un controsenso? No, una scelta. Uno dei pregi dell’attuale dirigenza nerazzurra è la coerenza rispetto alla strategia iniziale. Sensi non è mai stato il settimo centrocampista da tenere in rosa come jolly, nemmeno il sesto in caso di mancato arrivo di Samardzic, il sogno di mercato che poi si è realizzato.
Sette non servono, l’Inter vuole una rosa corta fatta di soli doppioni per contenere il monte ingaggi. Proprio perché corta, però, ha bisogno che i venti calciatori di movimento garantiscano un alto numero di partite stagionali e Sensi non appartiene a questa categoria di atleta. È vero che lo scorso anno al Monza ha collezionato 30 presenze ma solo in sette occasioni è andato oltre gli 80’ di gioco.È vero anche che da settimo centrocampista non verrebbe stressato, ma ha senso averne uno in più ora che i primi sei sono di altissimo livello? Domanda che Libero si pone. Domanda alla quale prova anche a darsi una risposta…
Calciomercato Inter, Stefano Sensi ha il contratto in scadenza
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La risposta che si è data l’Inter è no, non ha senso, ma questo non significa che in società il talento di Sensi non venga considerato, anzi. Il precampionato è stato utilizzato per mettere in vetrina il 28enne e permettergli di far notare alle squadre italiane e non di essere tornato ai vecchi fasti.
Se Sensi è questo, sarebbe titolare in almeno tre quarti delle formazioni di serie A e l’Inter lo sa, per questo Inzaghi gli ha concesso minuti. Il problema è il contratto in scadenza nel 2024 che preclude la cessione con la formula del prestito.
Ci vuole pazienza. E un buon sesto senso.



